Proseguono le indagini intorno ai presunti ritardi nell’avvio della macchina dei soccorsi nell’ambito della tragedia dell’hotel Rigopiano, nella quale hanno perso la vita 14 persone, mentre rimangono da ritrovare i 15 dispersi attuali.

Nelle ultime ore è infatti emersa la telefonata che il proprietario della struttura, il signor Quintino Marcella, ha avuto intorno alle 18.20 di mercoledì 18 gennaio con una funzionaria della prefettura. Stando alla trascrizione della chiamata la sua richiesta di invio di una squadra di soccorso sarebbe stata ignorata, o quantomeno non presa in debita considerazione.

Un equivoco, dunque, che avrebbe fatto perdere tempo prezioso nell’avvio delle operazioni di soccorso. Il primo fraintendimento riguarda la segnalazione di Marcella, che viene confusa con il crollo di una stalla avvenuta nelle vicinanze dell’hotel. Questa la trascrizione del dialogo.

Marcella: “Mi sente?”
Funzionaria: “Sì che la sento”.
M: “Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp cinque minuti fa, l’albergo di Rigopiano è crollato, non c’è più niente… Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli… intervenite, andate lassù”.
F: “Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli”.
M: “No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto… sta piangendo, è in macchina… lui è uno serio, per favore”.
F: “Senta, non ce l’ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono (…). Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire?”.

La funzionaria insinua poi che la richiesta di aiuto effettuata da Giampiero Parete sia il frutto di uno scherzo, forse da parte di qualcuno che ha rubato il cellulare all’uomo. Alle 17.40 era già stato effettuato un controllo per una segnalazione al 118 da parte di Parete, che aveva già lanciato l’allarme.

Era stato contattato appositamente il direttore dell’hotel Rigopiano, Bruno di Tommaso, il quale però era all’oscuro di tutto, e l’allarme era sembrato essere fittizio. È per questo che la funzionaria non riesce a prendere sul serio l’allerta lanciata da Marcella, al quale viene chiesto di richiamare il direttore.

F: “Due ore fa, le confermo, al 118 hanno parlato con l’hotel. Non le dico una bugia! Ma se fosse crollato tutto, pensa che che rimarremmo qua?”
M: “Si metta in contatto col direttore…”.
F: “Non so se si rende conto della situazione… Abbiamo gente in strada, gente con la dialisi, anziani. E io per lei… Provi lei a mettersi in contatto con il direttore. Non è scortesia. Arrivederci”.

Da lì a poco il quadro sarebbe stato chiaro e si sarebbe proceduto con l’avvio delle operazioni di soccorso all’hotel Rigopiano.