La procura di Pescara ha iscritto nel registro degli indagati sei persone che sarebbero coinvolte nella tragedia dell’hotel Rigopiano avvenuta lo scorso 18 gennaio. Una tragedia immane quella che si è abbattuta sulla struttura: in seguito ad una valanga che ha completamente distrutto l’hotel di Rigopiano, sono infatti decedute ventinove persone mentre undici sono riuscite a salvarsi. Al momento della tragedia all’interno della struttura ricettiva erano presenti quaranta persone in tutto (ventotto ospiti di cui cui quattro bambini e dodici dipendenti).

Dalle indagini effettuate per accertare eventuali responsabilità, oggi la notizia che sei persone sono indagate per la prima tranche di inchiesta. Si tratta, in particolare, di amministratori e funzionari pubblici. Fra questi figurerebbero Antonio Di Marco, presidente della provincia di Pescara, il primo cittadino di Farindola Ilario Lacchetta, il direttore dell’hotel di Rigopiano Bruno Di Tommaso, due funzionari della provincia di Pescara (Mauro Di Blasio e Paolo D’Incecco) e il dipendente del Comune di Farindola Enrico Colangeli.

La tragedia avvenuta all’hotel Rigopiano – Gran Sasso Resort è stata causata dalla più grave valanga avvenuta in Italia dal 1916 mentre in Europa dal 1999. Quel 18 gennaio, tre scosse di terremoto considerate repliche del terremoto che aveva colpito la cittadina di Amatrice avrebbero in qualche modo provocato il distaccamento della massa nevosa dalla montagna, massa nevosa che poi si sarebbe abbattuta sulla struttura alberghiera.

In quei giorni si parlò di alcune segnalazione che probabilmente non vennero reputate veritiere o meritevoli di considerazione. Ma saranno le indagini e il processo ad accertare eventuali responsabilità.