L’imposta dovrebbe essere rapportata al reddito, al valore catastale o al numero di immobili posseduti.

La portata della manovra di rientro, che quasi sicuramente coinvolgerà la casa e il reddito, mette in allarme tutti i proprietari di casa. Sembra più che certa la notizia che sarà reintrodotta l’Ici sulla prima casa, che potrebbe essere graduata in base al reddito o al patrimonio accumulato dal contribuente. Diverse sono le ipotesi che si fanno sull’argomento. C’è molta attesa, ma anche un po’ fiducia: si conta in genere sulla promessa del neo Presidente del Consiglio Mario Monti: ”si cercherà di non prescindere dal concetto di equità”.

Fra le ipotesi: l’imposta sulla prima casa potrebbe essere strutturata seguendo il criterio della progressività, in quanto non tutti i proprietari di un immobile classificabile come “prima casa” dispongono dello stesso reddito o hanno accumulato lo stesso patrimonio.

Inoltre c’è un’altra ipotesi: il prelievo fiscale potrebbe essere collegato all’Irpef del contribuente ed eliminare l’esenzione totale introdotta dal Governo Berlusconi, allo scopo, dicono, di mettere a punto un sistema di detrazioni che possa favorire i redditi più bassi.

Un’altra alternativa: potrebbero essere introdotte aliquote Ici differenziate in base al valore catastale dell’immobile. In questo caso, la misura dovrebbe essere accompagnata dalla rivalutazione delle rendite catastali: ovvero, dovrebbe essere rivalutato il valore in base al quale viene calcolato il prelievo fiscale sugli immobili e che, come emerge dalle rilevazioni effettuate, risulta essere nettamente inferiore al valore di mercato.

La rivalutazione, per motivi di tempo, non si può basare sulla revisione degli estimi e quindi passerà molto probabilmente attraverso l’aumento generalizzato delle percentuali, ferme dal 1996 al 5%.

Nella ridda di ipotesi, si prospetta un’altra soluzione, che potrebbe essere la differenziazione delle aliquote in base al numero di immobili posseduti, con percentuali crescenti dalla seconda casa in poi.

E poiché sono i Comuni che incassano i proventi dell’Ici, dopo la reintroduzione dell’aliquota, lo Stato potrebbe ridurre i trasferimenti agli enti locali. In questo modo prenderebbe l’avvio il rientro economico che Tremonti aveva stimato pari a 3,5 miliardi di euro.