Ignazio Marino paga una multa di 1.021 euro per divieto di sosta che, però, non ha mai realmente ricevuto. “Non dovevo pagare ma ho voluto farlo”, queste le parole con cui il primo cittadino di Roma si difende durante l’ultimo consiglio comunale, sottolineando la sua volontarietà nel pagare per il suo errore.

“Mi sono state indicate le somme – dichiara Marino – che avrei dovuto pagare dagli uffici di competenza, e ho pagato. In questi giorni la mia Panda Rossa è stata trattata come un cacciabombardiere ed è anche stata fotografata mentre era parcheggiata in divieto di sosta. Mi assumo le responsabilità e chiedo scusa a romane e romani, ma non ho ricevuto nessuna multa e, purtroppo, i vigili non sono passati a controllare”.

Per quanto riguarda le dimissioni, Marino ha puntato i piedi negandole nella maniera più assoluta: “Ho letto delle mie dimissioni e vi dico la verità: ho sorriso. Chi ne parla non vuole comprendere le dimensioni della nostra sfida. Ho assicurato anche a Pallotta che rimango per portare avanti il progetto dello stadio. Sarebbe l’unico caso al mondo – conclude Marino – in cui si chiede ad un sindaco di dimettersi perché ha pagato le multe che non doveva pagare. Concentriamoci invece sulle cose da fare, che sono tante e i suoi cambiamenti attivati e da realizzare”

La tensione era molto forte nell’Aula durante il discorso di Marino, e a fianco dei sostenitori del sindaco sono arrivati molti fischi e insulti da parte degli esponenti di Ncd, mascherati da clown, tra cui anche il deputato Vincenzo Piso.