Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, durante il suo intervento al Forex di Milano ha spiegato alcuni temi importanti per la maggioranza degli italiani. Grazie al Quantitative Easing il Pil nel 2015 dovrebbe andare meglio del previsto: secondo le nuove stime della Banca d’Italia si passa dallo 0,4% a più dello 0,5%, mentre l’anno prossimo dovrebbe superare l’1,5%. L’effetto complessivo sul Prodotto Interno Lordo dovrebbe essere dell’1%. Come spiega il governatore dal governatore della Banca d’Italia “Circa la metà di questo effetto era già inclusa nelle previsioni pubblicate nell’ultimo Bollettino“.

Per quanto riguarda il Quantitative easing, Bankitalia prevede acquisti di titoli di Stato italiani “dell’ordine di 130 miliardi di euro” – mentre il totale di interventi previsti dovrebbe essere pari a 1140 miliardi. Attenzione però visto che, per quanto riguarda l’economia globale “ai segnali favorevoli che stanno emergendo si accompagna ancora una marcata incertezza. Le condizioni finanziarie sono favorevoli, ma la volatilità dei mercati è in aumento”.

Ignazio Visco promuove il governo Renzi per il programma di riforme iniziato – e approva anche l’intervento dello Stato in una bad bank che rilevi i crediti deteriorati a condizione che avvenga “nel rispetto della disciplina europea della concorrenza, preveda il pieno coinvolgimento delle banche nei costi dell’operazione e un’adeguata remunerazione del sostegno pubblico”.

Questo passaggio serve per smobilizzare “i crediti deteriorati” un passaggio “cruciale per consentire alle banche di reperire risorse da destinare al finanziamento dell’economia reale”. Promossa anche la riforma delle banche popolari. L’unica critica che si pone all’esecutivo – in modo indiretto – è legata alla corruzione. Secondo il governotore, “L’intrusione della corruzione e della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale rimane su livelli intollerabili. Garantire la legalità anche attraverso una maggiore efficacia dell’amministrazione della giustizia consente il buon funzionamento del sistema produttivo, incoraggia l’attività d’impresa, attrae nel Paese risorse umane e finanziarie”. E finora su questo tema il governo Renzi, che normalmente si caratterizza per un grande attivismo, ha fatto ben poco.