Mentre prosegue senza requie la caccia a Norbert Feher, meglio conosciuto con il suo alias Igor Vaclavic,emergono nel frattempo le prime testimonianze video del killer di Budrio.

A proporle in esclusiva è il Tg1, il quale mostra proprio la tragica serata del 1 aprile, giorno dell’assassinio di Davide Fabbri. Le immagini mostrano quanto accaduto nel bar di Riccardina, nel quale Igor entra vestito con una tenuta mimetica e un fucile in mano.

Ad affrontarlo il proprietario, che riesce a disarmarlo con una mossa improvviso. Il tentativo di percuotere il rapinatore con l’arma però dà luogo a un inseguimento che si spinge fino al ripostiglio. Le telecamere però non arrivano fin lì e inquadrano il locale vuoto: l’unico rumore è quello dello sparo che uccide Fabbri, freddato da Igor con la pistola che nascondeva in tasca.

A questo punto entra inscena la moglie del barista ucciso, che cerca di dare l’allarme al telefono e che poi viene affrontata dal killer. Questi le punta l’arma addosso, ma poi si decide a risparmiarla forse in un barlume di pietà.

Quindi la fuga, che continua fino a oggi. L’8 aprile Igor avrebbe ucciso anche la guardia ecologica Valerio Verri e ferito una guardia provinciale, Marco Ravaglia. Una scia di sangue che in realtà ha origine il 30 maggio 2015, quando la strada della guardia giurata aveva incrociato quella dell’esperto militare slavo.

Le ricerche proseguono nella zona tra Polesine, Romagna e Veneto: dai paracadutisti, ai Gis e Nocs, non sono stati risparmiati uomini e mezzi, con tanto di impiego di animali addestrati.

L’ultimo allarme solo due giorni fa, a Modena, dove su un treno regionale alcuni passeggeri ritengono di riconoscere Igor. L’uomo poi fermato dai reparti speciali della polizia, dopo aver isolato la stazione, risulta però essere un pregiudicato romano dalla grande somiglianza con Igor.