Da qualche tempo a questa parte Ikea ha iniziato a distribuire un catalogo dedicato agli ebrei ultraortodossi in territorio israeliano (dove ha costruito tre punti vendita).

Una strategia di marketing che ha come obiettivo quello di arrivare a una nicchia di mercato che rappresenta circa il 10% della popolazione di Israele.

Il catalogo mostra articoli di mobilio che dovrebbero essere di particolare interesse per le famiglie ultraortodosse (in ebraico note come Haredim), di solito molto numerose. A far discutere è però un particolare che non è passato inosservato, ovvero la totale assenza di donne nelle fotografie, in osservanza dei dettami rispettati dalla comunità.

La scelta ha provocato i commenti sconcertati del mondo laico israeliano e di tutto il mondo, visto che le immagini hanno fatto il giro del web.

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Ma Ikea, che sta provando ad avvicinare gli Haredim proponendo menu kosher e chiudendo i propri negozi il venerdì sera, rispettando dunque l’osservanza dello shabbat, ha risposto che si tratta di una scelta atta a “permettere agli ultraortodossi di godere dei nostri prodotti nel rispetto del loro stile di vita”.

Riconoscibili per i loro cappelli neri e gli abiti dello stesso colore, da una generale riservatezza e da una tendenza all’isolamento dal mondo secolare, gli ebrei ultraortodossi credono in una separazione piuttosto rigida dei compiti degli uomini e delle donne, alle quali per esempio è riservata una parte differente della sinagoga rispetto alla controparte maschile. A uomini e donne privi di legami familiari è poi chiesto di limitare al minimo ogni contatto fisico.