I dipendenti Ikea sciopereranno il prossimo 11 luglio 2015, per la prima volta nella storia, in tutta Italia. La multinazionale svedese si è attirata le antipatie dei sindacati dopo la disdetta unilaterale del contratto integrativo di gruppo.

La nota di Filcams Cgil spiega che dopo lo stop di giugno, i sindacati e i lavoratori erano disponibili a proseguire la trattativa sperando “in un atteggiamento meno rigido da parte della multinazionale svedese”. Gli incontri però non hanno portato i loro frutti e quindi è stato indetto lo sciopero nazionale per via delle “posizioni troppo distanti”.

“Dopo la disdetta unilaterale di tutta la contrattazione integrativa -si legge nella nota- vi era stata una immediata e durissima reazione dei sindacati e dei lavoratori, sfociata nelle prime 8 ore di sciopero territoriale, effettuate pressoché all’unisono. Dopo l’eccezionale mobilitazione di giugno non era venuta meno la disponibilità di sindacati e lavoratori a proseguire la trattativa: ciò aveva fatto sperare in un atteggiamento meno rigido da parte della multinazionale svedese”.

Giuliana Mesina, segretaria nazionale Filcams Cgil, ha spiegato che l’azienda svedese “insiste con pervicacia a voler mettere mano alle buste paga dei lavoratori, trasformando un elemento fisso del salario in elemento legato a indicatori variabili”.

“Se questo non bastasse, -continua la nota del sindacato- ancora una volta ci hanno proposto di penalizzare i lavoratori, riducendo sensibilmente la percentuale di maggiorazione per il lavoro domenicale e festivo, affermando addirittura di essere ispirati a criteri di equità, valore che fatichiamo davvero a scorgere, se perseguito con tagli lineari a danno soprattutto dei lavoratori più fragili”.