Fanno rabbrividire le immagini del boss Giuseppe Giorgi, di 56 anni, detto “U capra”, che sotto gli occhi delle forze dell’ordine si ferma per salutare i suoi amici e vicini di casa che gli fanno un vero e proprio omaggio con un baciamano. Perché le forze dell’ordine gliel’hanno consentito? Perché questo gruppetto non è stato allontanato? Perché i carabinieri hanno permesso ad un latitante, ricercato dal 1994, di uscire dalla sua casa di San Luca come una vera e propria star? “Scena ignobile ma non è certo né condivisione né segno di debolezza dello Stato che, anzi, ha dato una straordinaria dimostrazione di forza” ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria all’Ansa.

Baciamano al boss, nessuno allontana il gruppetto

Questa immagine restituisce l’idea di un totale assoggettamento alle mafie da parte della popolazione locale, soprattutto a San Luca, considerato un feudo della ‘ndrangheta. Quel gesto, quel baciamano, non doveva essere consentito. È un affronto a chi ha combattuto le mafie, è un affronto a quelle forze dell’ordine che hanno lavorato giorno e notte per catturare un latitante ritenuto elemento di vertice della cosca Romeo.

Baciamano al boss, latitante da 23 anni

Un latitante che, tra l’altro, è stato trovato nella sua abitazione di San Luca.

Adesso, però, resta da capire quale fosse il ruolo di quei soggetti che gli hanno tributato l’ultimo saluto prima che venisse condotto in carcere. E se fossero sodali? Le forze dell’ordine dovranno fare chiarezza. Dovranno farlo prima di tutto per loro stessi (sono bellissime le immagini in cui festeggiano per la cattura dopo 23 anni, ndr) sia per l’Italia onesta.