Il caldo non dà tregua al nord e per capirlo basta vedere le temperature massime di ieri: Torino e Milano 35 °C, Bologna 36 °C, Ferrara e Cagliari 38° C e Firenze 39 °C. Per registrare valori simili, ovvero 6-7 giorni consecutivi con temperature vicine ai 35 gradi bisogna ritornare al 1952.

Il problema di queste giornate è rappresentato dal fatto che queste temperature si accoppiano ad elevati valori di umidità relativa. Alla fine il disagio è peggiore dei quaranta gradi raggiunti dai termometri nell’agosto del 2003. Nemmeno la notte porta consiglio: a Torino la temperatura non è mai scesa sotto i 26,4 gradi, ed anche a Bologna, Genova e Ferrara la minima non è scesa sotto i 25 gradi.

Il problema maggiore è rappresentato dall’umidità, perché rende meno efficace il processo di raffreddamento del corpo umano attraverso la sudorazione. Per farci un’idea di quello che significa basta dire che i 33 gradi di Ravenna uniti all’80% di umidità trasformano la temperatura percepita in 50 gradi. Analogamente i 36 gradi di Bologna uniti al 45% di umidità equivalgono ad una temperatura di 45 gradi.

Bisogna resistere ancora due giorni, perché da giovedì si avvertirà al Nord un certo cambio d’aria che insieme ad alcuni temporali sulle Alpi dovrebbe riportare le temperature in un range tra 27 e 32 °C in Valpadana.

Le temperature di questo periodo rappresentano uno dei frutti avvelenati del riscaldamento globale. Con il global warming dobbiamo attenderci una maggior frequenza e intensità delle ondate di caldo.