Sono passati cento anni dalla tragedia del Titanic e ancora se ne parla, dopo film, documentari e racconti, viene fuori che il capitano della nave era al bar mentre il mastodontico Titanic si schiantava contro l’iceberg.

Questo, per lo meno, quanto racconta Emily Richards, superstite che stava arrivando in America, dove il marito era precedentemente immigrato.

Lo scrive in una lettera mentre si trovava sulla Carpathia, la nave di salvataggio che prelevò i superstiti a due giorni dal naufragio che è avvenuto il 14 aprile 1912.

“The Captain was down in the saloon drinking and gave charge to someone else to steer the ship. It was the Captain’s fault. My poor brother George… drowned as far as we know now” ovvero “Il capitano era al bar a bere e aveva chiesto ad altri di tenere il comando della nave. È stata colpa del capitano. Il mio povero fratello George…annegato per quanto ne sappiamo”, queste le sue parole che non lasciano alcun dubbio.

Ricorda molto quanto è avvenuto qualche mese fa qui in Italia, quando il comandante Schettino, della Costa Concordia, a causa delle sue disattenzioni, ha causato una strage alla quale, ancora oggi, si cerca di porre rimedio.