Un centro di cura dei disturbi alimentari, uno dei più attivi in Sicilia, sta per chiudere: il 10 febbraio i contratti sono in scadenza, e la spending review della politica non prevede il rinnovo.

Nato nel 2005 come progetto sperimentale, consolidatosi nel corso degli anni sino a diventare, su indicazione dell’Asp, Unità Operativa dedicata nel 2007, il “Cerchio D’Oro” di Messina rappresenta il centro di riferimento dell’intera provincia per diagnosi, cura e gestione integrata dei disturbi del comportamento alimentare.

Qualche giorno fa l’Associazione Korakanè in rappresentanza dei genitori e famigliari affetti da disturbi alimentari, allarmata dalle consuete lungaggini burocratiche che avrebbero stavolta l’effetto di incidere sulla celerità delle procedure amministrative relative all’emanazione delle delibere di proroga dell’attività di cura della struttura Asp si è attivata al fine di sensibilizzare sulla vicenda.

Grazie ai fondi regionali, erogati in seno al “Progetto Obiettivo Piano Sanitario Nazionale” nel 2010, che hanno consentito il potenziamento dei percorsi terapeutici approntati dall’organismo, il “Cerchio D’Oro” è riuscito a ricreare un modello organizzativo perfettamente inserito nelle linee guida nazionali ed internazionali. Per essere assistiti fuori regione le famiglie di un paziente dovrebbero farsi carico di circa 10.000 euro al mese, cifre improponibili e gravose sul bilancio di qualsiasi famiglia.

I centri come il “Cerchio d’Oro” permettono invece di contenere le spese per le cure e avere in zona supporto sanitario. Ci si appella quindi al Presidente della Regione Rosario Crocetta e all’assessore Lucia Borsellino affinché prendano in considerazione le problematiche che porterebbero alla chiusura un centro diventato un punto di riferimento per molti pazienti affetti di disturbi alimentari. Perché, per una volta, la politica pensi a tagliare gli sprechi, ma non i servizi, soprattutto se questi servizi possono salvare la vita di molte persone.

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