La bellezza è nell’occhio di chi guarda, dice il proverbio, e la cosa è ancora più vera quando si parla di colori, che altro non sono che il modo con cui il nostro cervello, grazie ai fotorecettori della retina, percepisce e “interpreta” le radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d’onda e intensità nella luce. Per cui, non se ne avrà troppo a male il Pantone 448 C, che un team di ricercatori australiani ha insignito del titolo di “colore più brutto del mondo”.

E’ stato il governo australiano a finanziare questa ricerca, poiché intenzionato a utilizzare il mostruoso colore per il packaging di tutti i prodotti legati al tabacco, in una sorta di contro-marketing per rendere le sigarette meno desiderabili. Sono stati intervistati oltre 1000 fumatori e alla fine i ricercatori hanno stabilito che il Pantone 448 C, eufemisticamente noto anche come “opaque couché” era il peggior colore esistente, superando la concorrenza di verde lime, bianco, beige, grigio scuro e mostarda. Secondo il Brisbane Times, gli intervistati lo hanno definito come qualcosa che ricorda le acque di fogna, il catrame, lo sporco e addirittura la morte.

Lo studio risale al 2012, ma è tornato recentemente alla ribalta grazie a Francia, Irlanda e Inghilterra. In questi tre paesi, infatti, è appena passata una legge volta a imporre sul mercato esclusivamente pacchetti di sigarette no-logo (proprio come in Australia), ovvero a imballaggio neutro, per scoraggiarne l’acquisto e dunque far calare il numero di fumatori; e il colore scelto per questi nuovi pacchetti è proprio il Pantone 448 C. Che sarà anche il colore più brutto del mondo, ma un suo ruolo nell’universo è riuscito comunque a trovarlo.