Il conte di Montecristo (“Le Comte de Monte-Cristo”) è uno dei più famosi romanzi dello scrittore e drammaturgo francese Alexandre Dumas padre (così identificato per distinguerlo dall’omonimo figlio, anch’egli autore di famosi romanzi tra cui la celeberrima opera “La signora delle camelie“).

Alexandre Dumas padre (24 luglio 1802 – 5 dicembre 1870) fu dunque uno dei più proliferi e popolari scrittori francesi del diciannovesimo secolo. Oggi riconosciuto come maestro del romanzo storico e del teatro romantico, a lui sono attribuiti il Ciclo dei moschettieri (comprendente “I tre moschettieri”, “Vent’anni dopo”, “Il visconte di Bragelonne”), “Il cavaliere di Maison-Rouge”, “Il cavaliere d’Harmental”, “La collana della regina”, “La dama di Monsoreau”, “Giuseppe Balsamo”, “I Quarantacinque”, “La regina Margot” e “Il tulipano nero”. L’opera che ne decreta ancora oggi il successo planetario è tuttavia proprio “Il conte di Montecristo”, completata nel 1844 e pubblicata nei due anni seguenti sul “Journal des débats” come una serie in 18 parti.

La vicenda è ambientata in Italia, in Francia e nelle isole del Mar Mediterraneo, tra il 1815 ed il 1838. Questa la trama: “Edmondo Dantès, marinaio, prigioniero, misteriosamente ricco, mette a soqquadro l’alta società parigina. Imprigionato a Marsiglia nel 1815, il giorno delle nozze, con la falsa accusa di bonapartismo, rimane rinchiuso per 14 anni nel castello di If, vittima della rivalità in amore di Fernando e in affari di Danglars, odiato anche dal magistrato Villefort. Questi i tre nemici su cui, dopo l’evasione, cadrà la terribile vendetta di Dantès.”

Fin dalla sua prima apparizione, la storia dell’eroe borghese Edmond Dantès e della sua trasformazione da vittima dell’ingiustizia a spietato giustiziere ebbero un’accoglienza entusiastica, tanto che il romanzo passò subito all’edizione in volume, subendo svariate ristampe e traduzioni.

Divenuto un grande classico della letteratura, l’opera ha negli anni goduto di svariati adattamenti per il grande e piccolo schermo, tra i quali è doveroso citare la miniserie girata nel 1998 per la regia di Josée Dayan, con Gérard Depardieu nei panni di Edmond Dantès e Ornella Muti in Mercedes Iguanada.