18,3 milioni è il valore della barriera corallina di Bay of Plenty, in Nuova Zelanda.

Qui l’imbarcazione Rena, degli armatori greci, si è incagliata provocando il disastro ambientale più grave nella storia della Nuova Zelanda.

A pagare le spese sarà la Diana Shipping, del gruppo Costamare, che dovrà consegnare l’intera somma sia al Governo che che ad altri enti pubblici.

Il totale da pagare potrebbe salire a 30,8 milioni di euro se le verrà concesso di abbandonare parte del relitto incagliato sulla meraviglia naturale che ha distrutto.

L’accordo soddisfa il ministro dei Trasporti Gerry Brownlee che però sottolinea come il rimborso in realtà non vada a coprire i danni causati che ammontano a 38 milioni di euro.

La nave, che era lunga 236 metri e pesava 47.230 tonnellate, ha disperso in mare 360 tonnellate di carburante provocando la morte di migliaia di esemplari di uccelli di marini e contaminando 100 km di spiagge.

Un danno ambientale del genere non ha un prezzo e non potrà mai essere ripagato adeguatamente.