Il figlio di 11 anni stava litigando, come spesso accade, con alcuni coetanei durante una partita di calcetto. Solite scaramucce tra ragazzini che, in genere, si risolvono dopo pochi minuti tra sorrisi e abbracci. E, invece, in questo caso, il padre dell’11enne, un sorvegliato speciale che sarebbe imparentato con un clan di ‘ndrangheta, ha imputato la pistola, si è presentato al campetto e ha minacciato un 11enne e la madre. Una scena quasi surreale che è accaduta a Livorno e che ha spinto gli agenti della Squadra Mobile di Milano ad arrestare il 48enne con precedenti per truffa, droga e reati contro il patrimonio.

Partita di calcetto poteva finire in tragedia

Un piccolo litigio tra ragazzini che poteva finire in tragedia con il 48enne che ha impugnato la pistola minacciando un bambino. L’uomo, quindi, è stato arrestato mentre si trovava, verso ora di pranzo, in un hotel. Avrebbe dovuto rispettare la sorveglianza speciale, rimanendo nella sua casa di Livorno, ma già nel 2014 si era recato ad Aosta, pur non essendogli consentito.

Subito dopo l’episodio al campetto di calcio, gli agenti erano andati a cercalo in casa ma, non vedendolo, lo avevano denunciato per allontanamento. Infine l’intervento dei militari di Milano che lo hanno arrestato per violazione della sorveglianza e anche per aver mostrato un documento falso.