“Diminuendo il peso del fisco, Genova se lo fa da sola il piano regolatore portuale, e alla fine la raddoppia la fiscalità. Se il governo dopo aver fatto un’azione di risanamento importante coglie i segnali del Paese e aiuta le comunità locali a incrociare la crescita, il Paese esce dalla crisi”.

Parla così Burlando, presidente della Regione Liguria, in occasione di un’assemblea pubblica di Confindustria a Genova.

La proposta del presidente è quella di agevolare gli investitori diminuendo il peso fiscale che ora non gli sta permettendo di investire e di creare e muovere il mercato nazionale di questo settore, quello della nautica, che può essere sfruttato molto di più rispetto a quanto non lo sia ora.

La pensa allo stesso modo Luigi Merlo, il presidente di Assoporti, che dichiara “mentre gli altri Paesi danno ai porti più risorse per l’internazionalizzazione, in Italia anziché risparmiare si fanno due autorità portuali inutili come Manfredonia e Trapani. Non c’è nessuna ragione che possa giustificare la complessità di questo sistema”.

Sembrerebbe dunque che ci troviamo di fronte all’ennesimo caso all’italiana.