La notizia è arrivata di sorpresa: la banca centrale svizzera (Snb) ha cancellato il “tetto” sul cambio, che era stato fissato a 1,20 franchi per un euro. Contemporaneamente è stato ancora tagliato il tasso sui depositi, che erano già in territorio negativo (-0,25%) e ora passano al -0,75%.

L’intervento è arrivato esattamente una settimana prima della riunione della Banca entrale europea in cui dovrebbe arrivare l’annuncio tanto atteso del Quantitative Easing. La mossa dovrebbe innescare una corsa verso il franco, considerato come una valuta rifugio, e rendere velleitario ogni sforzo nella difesa del tasso di cambio.

Per questo – ha spiegato il presidente della Snb Thomas Jordan – “era ormai inutile mantenere il tetto, non era più sostenibile e che questa politica avrebbe potuto essere portata avanti solo con continui interventi sui mercati“. A questo punto era “meglio uscire ora che tra 6 o 12 mesi quando il quadro potrebbe essere più difficile ovunque“.

La mossa ha colto di sorpresa persino il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, perché non è “stata contattata prima“. Da rilevare come fino ad un mese fa lo stesso Jordan affermava che il tetto franco-euro andava mantenuto a tutti i costi.

La misura ha avuto un impatto immediato sul cambio – l’euro è stato cambiato a 0,74 centesimi con il franco per poi risalire fino a valori di poco superiori alla parità. La valuta elvetica si è apprezzata anche nei confronti del dollaro.

L’apprezzamento del franco svizzero dovrebbe colpire l’export elvetico, in un momento complicato per il settore bancario, alle prese con la fine del leggendario segreto bancario svizzero. L’apprezzamento della valuta svizzera dovrebbe far perdere dai 60 agli 80.000 posti di lavoro – fortunatamente per loro, il paese si trova in una situazione vicina a quella di piena occupazione.

La Borsa di Zurigo ha risposto alla mossa della Snb con un tracollo:-8,67% (il peggiore calo degli ultimi 25 anni). Una reazione di pancia che ha colpito soprattutto i titoli legati all’export come Swatch in discesa del 16,35%, e Financiere Richemont – che ha registrato un calo del 15,5%.

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