Poco dopo le 15 è finita la riunione del Consiglio dei Ministri che si è occupata della legge di Stabilità 2016 – a cui il premier ha già dato lo slogan “L’Italia con il segno più“. La manovra sarà di 27 miliardi di euro che potrebbero diventare trenta se in sede europea verrà riconosciuto un margine di flessibilità dello 0,2% del Pil per l’emergenza migranti. La maggior parte della manovra – ovvero 17 miliardi di euro – servirà per sterilizzare le clausole di salvaguardia che l’esecutivo aveva ereditato dalle precedenti leggi di Stabilità.

Nella conferenza stampa di presentazione del provvedimento, dopo il cordoglio per le vittime del maltempo, Matteo Renzi ha sottolineato che “per la prima volta nella storia repubblicana con il nostro governo le tasse vanno giù” e ha citato gli interventi quali il bonus da 80 euro, il taglio di Imu e Tasi e gli interventi su Ires e Irpef già definiti o in arrivo nei prossimi anni. “Si scrive ‘legge di Stabilità’, ma si pronuncia ‘legge di fiducia’. Il nostro destino non è Bruxelles, a New York, a Pechino; è nelle nostre mani“,

Il piatto forte della legge di Stabilità è il taglio delle tasse sulla prima casa – non è ancora chiaro se riguarderà anche l’Imu e quindi le case di pregio. Il costo stimato è di 5 miliardi di euro, e comprende anche Imu e Irap agricola e Imu sugli imbullonati. Contemporaneamente viene stabilito che il canone Rai scenderà da 113 a 100 euro ed arriverà con la bolletta della luce – dovrebbe scendere a 95 euro dal 2017.

L’Ires passerà dal 27,5 al 24% – solo dal 2017. Ci potrebbe essere un’anticipazione al 2016 se l’Europa darà un margine di tre miliardi “per l’evento migratorio eccezionale” come spiega il premier. Sono previste nuove tutele e semplificazioni fiscali per le Partite Iva. La soglia per l’uso dei contanti sale a 3.000 euro. Arriveranno i cosiddetti “superammortamenti“, ovvero la possibilità di ammortizzare – e quindi dedurre – il 140% di quanto speso per immobilizzazioni strumentali.

L’incentivo a favore delle assunzioni a tempo indeterminato (8.060 euro ogni nuovo assunto), dal prossimo anno verrà ridotto del 40% e scomparirà nel 2018. Verranno sbloccati 670 milioni di euro congelati dal patto di Stabilità, che i Comuni potranno spendere “per scuole, marciapiedi, strade“. Ci sarà uno sblocco delle opere pubbliche al Mezzogiorno con un piano che potrebbe arrivare a quota 10 miliardi, mentre verranno stanziati 450 milioni di euro per chiudere la ferita della Terra dei Fuochi.

Tra le altre spese ci sono 300 milioni per il rinnovo dei contratti di tutto il comparto pubblico – secondo i sindacati sono pochi -, 2,5 miliardi in tre anni per prolungare “opzione donna” e sperimentare il nuovo part-time per gli over 63, 600 milioni per il Fondo povertà – e le risorse complessivamente stanziate sarebbero di 1,4 miliardi di euro -, 100 milioni in più per la Cultura e 400 per la cooperazione internazionale ed il servizio civile.

Secondo Matteo Renzi “La spending review sarà quello che ci aspettavamo, al netto degli interventi sulle tax expenditure: circa 5 miliardi“, qualche mese fa il governo annunciava obiettivi per 10 miliardi. I tagli arriveranno da misure la riduzione delle partecipate pubbliche da 8.000 a mille e dai limiti sugli incarichi dirigenziali. 1 miliardo è atteso dalle norme sui giochi, e 3/4 dalla voluntary disclosure.