Il deputato pentastellato Danilo Toninelli ha lanciato l’allarme con un video su Facebook – con la preghiera di dare massima diffusione alla sua denuncia. Di cosa si tratta? In un emendamento al Milleproroghe presentato da Ernesto Carbone e Sergio Boccadutri, secondo il riassunto fato da Toninelli “chi non si iscrive al Registro dei partiti per avere i finanziamenti pubblici, subisce una multa di 200.000 euro“.

Il comma incriminato dice esattamente che “ai partiti e ai movimenti politici che non ottemperano all’obbligo di trasmissione degli atti di cui al secondo e al terzo periodo del presente comma, nei termini ivi previsti, o in quelli eventualmente prorogati da norme di legge, la Commissione applica la sanzione amministrativa di euro 200.000“. L’articolo a cui fa riferimento il comma sotto accusa afferma che i partiti devono presentare i documenti relativi alla loro rendicontazione. Tra questi c’è anche “la relazione contenente il giudizio espresso sul rendiconto dalla società di revisione“. Questo obbligo serve per ottenere i rimborsi elettorali, ma anche per “garantire la trasparenza e la correttezza nella propria gestione contabile e finanziaria“.

Il punto centrale della questione sembra un altro e lo evidenzia con chiarezza anche Sergio Rizzo sul Corriere: una forza politica che rappresenta milioni di italiani e che si candida a guidare il paese non può continuare a non presentare un bilancio consolidato, anche perché ha rinunciato ai finanziamenti pubblici ai partiti ma non ai soldi dello stato destinati ai gruppi parlamentari – secondo un dossier di Openpolis dal titolo “Paga pantalone“, il Movimento 5 Stelle ha percepito per questa via tra il 2013 ed il 2015 , fino alla fine del 2015, da questa .

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