Il Maestro e Margherita è un romanzo dello scrittore e drammaturgo russo Michail Bulgakov. Definito da Montale “un miracolo che ognuno deve salutare con commozione”, l’opera è da molti considerata uno dei massimi capolavori della letteratura russa del Novecento.

Bulgakov inizia a scrivere Il Maestro e Margherita nel 1928, per poi distruggere la prima versione dell’opera nel marzo del 1930. La seconda stesura del romanzo giunge a compimento nel 1936, ed una terza, ‘ripulita’ grazie all’aiuto della moglie Elena Šilovskaja, vede la luce nel 1937. Bulgakov continuerà tuttavia a metter mano al romanzo fino a poche settimane prima della morte, avvenuta nel 1940, così che la quarta ed ultima stesura dell’opera viene ultimata dalla moglie nel 1941. Dopo una genesi lunga e travagliata, Il Maestro e Margherita è stato quindi pubblicato postumo tra il 1966 e il 1967.

Il romanzo si svolge su due principali piani narrativi, ai quali corrispondono due differenti ambientazioni, ovvero la Mosca degli anni ’30 e la Gerusalemme al tempo di Gesù e Ponzio Pilato. Entrambe le storie si svolgono nell’arco di pochi giorni e si concludono di domenica. Il primo filone vede protagonista la Mosca contemporanea, in cui si trova in visita Satana nei panni di Woland, un misterioso professore, esperto di magia nera, che con i suoi sortilegi sconvolge la società intellettuale moscovita. Contemporaneamente, in un ospedale psichiatrico della città, si svolge l’incontro tra Ivan e il Maestro, scrittore emarginato dalla Cultura ufficiale a causa di un ardito scritto su Ponzio Pilato. Qui il protagonista racconta la sua storia ad Ivan, introducendo le figure di Ponzio Pilato e Margherita, l’amante che il Maestro ha abbandonato. Messa alla prova da Woland, la donna otterrà tuttavia di riabbracciare l’amante perduto. Nel finale i personaggi della ‘storia antica’ si fondono con quelli del filone attuale: il Maestro chiede ed ottiene che Pilato sia finalmente liberato dal suo tormento, mentre i due amanti verranno lasciati insieme in un ‘eterno rifugio’, dove trovano la serenità.

Opera dall’architettura complessa e di difficile lettura, Il Maestro e Margherita è stato fortemente influenzato dal Faust di Goethe e dalle tematiche in esso affrontate. Tratta infatti del rapporto tra bene e male, innocenza e colpa, razionale ed irrazionale, illusione e verità. Numerosi si rivelano così i piani interpretativi offerti dall’opera, dalla commedia nera, all’allegoria mistico-religiosa, passando per la satira socio-politica, fino a giungere al romanzo di formazione (incentrato sul personaggio di Ivan). Nella figura del Maestro, scrittore perseguitato dalla censura dell’oppressivo regime stalinista, è infine possibile cogliere cenni autobiografici, in quanto lo stesso Bulgakov decise di bruciare la prima stesura de Il Maestro e Margherita per simili ragioni.