Il turismo italiano ancora una volta viene colpito dall’inquinamento del mare che rappresenta una delle principali ragioni che porta i turisti a scegliere il nostro Paese come meta delle loro vacanze.

È Legambiente che, attraverso il monitoraggio di Goletta Verde, delle coste italiane, rende pubblico il livello di inquinamento del mare delle regioni italiane.

205 sono stati i punti presi in analisi e di questi ben 120 sono risultati inquinati, si tratta di uno ogni 62 chilometri.

86% delle aree inquinate risultava in prossimità delle foci dei fiumi e questo inquinamento è provocato anche dalla mano dell’uomo, tant’è vero che 24 sono i milioni di italiani che scaricano i propri rifiuti non depurati nei fiumi, nei laghi e nei mari.

A vincere la maglia nera, per il secondo anno di seguito, è la Calabria, con 19 punti inquinati, uno ogni 38 km di costa, seguita dalla Campania, con 14 punti inquinati, uno ogni 34 km di costa, e dalla Liguria, peggiorata di tre posizioni rispetto all’anno scorso che vede 15 punti inquinati, su 18 presi in considerazione, per un totale di uno ogni 23 km di litorale.

I migliori risultati sono stati registrati, anche quest’anno, in Sardegna, dove è stato registrato un punto critico ogni 433 km, e in Toscana, che ne conta uno ogni 200 km.

Ottimi risultati anche per l’Emilia Romagna.

Il monitoraggio di Legambiente dimostra ancora una volta la mancanza di cura e interesse dell’uomo nei confronti dell’ambiente.

Un egoismo che, se continuiamo così, ci porterà a non poter più vantarci delle nostra coste.