Il marò Salvatore Girone ha fatto ritorno ieri in serata, dopo un lungo periodo lontano dalla famiglia trascorso in India. La lunga e complicata vicenda internazionale che vede coinvolti lui e il collega Massimiliano Latorre è ancora ben lontana dall’essersi conclusa, i due dovranno comunque sempre rispondere dell’accusa di aver ucciso due pescatori indiani, ma se non altro il militare potrà trascorrere il periodo dell’arbitrato, che si preannuncia lungo, a casa. Latorre si trova già in Italia per motivi di salute.

Poche le parole espresse dal marò una volta atterrato in patria, ma che esprimono un grande senso di gratitudine e di liberazione. Salvatore Girone ha dichiarato: “L’Italia è bella, siamo un bel popolo”.

Parole che testimoniano la felicità del marò di essere rientrato in Italia, dopo quattro anni passati in India. Salvatore Girone ha potuto abbracciare i suoi familiari, che lo stavano aspettando all’aeroporto romano di Ciampino. La moglie e i due figli sono saliti a bordo dell’aereo per poterlo incontrare in forma privata.

Il marò ha fatto il suo tanto sospirato ritorno in Italia qualche minuto prima delle ore 18 a bordo di un Falcon dell’Aeronautica Militare. Il fuciliere della nostra Marina era partito da Abu Dhabi intorno alle ore 12:30. Una volta atterrato, dopo l’incontro privato con la famiglia, Girone ha rivolto il saluto militare e quindi ha stretto la mano al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e abbracciato il ministro della Difesa Roberta Pinotti. È stata quindi la volta dei saluti nei confronti del capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano, e quello della Marina, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi. Tra i rappresentanti delle istituzioni erano presenti in aeroporto anche i presidenti delle Commissioni Esteri Pierferdinando Casini e Fabrizio Cicchitto, oltre al sindaco di Bari Antonio Decaro.

Dopo il rientro romano, Salvatore Girone alle 18:30 ha preso un altro velivolo dell’Aeronautica per poter fare ritorno, un’ora più tardi, nella sua Bari. Ora si attende di sapere se il marò prenderà parte alla festa della Repubblica del 2 giugno. Una decisione, in un senso o nell’altro, che potrebbe aprire numerose polemiche.