Aprendo il mio armadio ho due certezze.

La prima: il 90% delle cose che ho dentro sono di colore nero.

La seconda: di skinny ho giusto due cose in croce.

Capirete da voi che ho una passione, dopo quella per il nero ovviamente, per le forme morbide. E per questo Labo.Art è stata una gran bella scoperta.
Pezzi forti della casa sono infatti gonne ampie e pantaloni a palazzo, passando per mantelli che si lasciano adattare liberamente. Tutto rigorosamente in jersey.

Se poi aggiungete un accento milanese alle collezioni, che nulla toglie a un gusto cosmopolita, capirete il perché la linea disegnata da Ludovica Diligu non poteva non conquistarmi definitivamente.

I capi sono sempre essenziali e a far da padrone sono le forme e le sovrapposizioni mentre a scomparire sono le fantasie. Ecco come spiegarvi meglio la ricetta Labo.Art.

Ricetta che piacerà alle amanti del gusto metropolitano ma anche a chi sa apprezzare il lavoro sartoriale. Il nome Labo.Art d’altra parte la dice lunga sullo spirito che anima le collezioni del brand, racchiudendo tutta l’arte che una designer può mettere nel creare i propri modelli e tutta l’esperienza che impiega per realizzarli.

Una vera e propria ventata di aria fresca dopo anni di predominio delle linee più skinny, a volte se vogliamo esasperate.

Che altro aggiungere? Gusto eclettico quello di Labo.Art, perfetto per praticare un po’ di quel sano mix&match che non deve mai mancare per rendere ogni outfit un qualcosa di unico e personale, magari accostando capi oversize a quelli più skinny che già avete nell’armadio.

Enjoy it!