Ha confessato il suo gesto ma non si è pentito. Questo Luca Traini, l’uomo che è accusato di strage aggravata dalle finalità di razzismo, dopo essere andato in giro con la sua auto, a Macerata, sparando a uomini e donne di colore per vendicare la morte di Pamela, la giovane uccisa e poi messa all’interno di due trolley proprio. Per questo omicidio è stato fermato un nigeriano che, al momento, non ha confessato. “Mi sono fermato con l’auto proprio nel luogo dove avevano ritrovato le valigie con i poveri resti di Pamela e là sono rimasto, per qualche minuto, in raccoglimento. L’avevo appena vendicata, sparando trenta colpi e ci tenevo a dirglielo”, queste le parole di Traini ai carabinieri.

Ora Traini si trova in carcere ad Ancona dove è sorvegliato a vista e in totale isolamento. Nella sua casa sarebbe stata trovata la copia del libro di Adolf Hitler “Mein Kampf”, una bandiera con la croce celtica e alcune riviste riconducibili al mondo dell’estrema destra oltre a dvd sulla storia del nazismo. “La morte di Pamela ha creato un blackout totale nella sua mente che potrebbe configurare l’incapacità di intendere e volere al momento del gesto” ha spiegato il suo legale. È probabile, dunque, che il suo difensore chieda nelle prossime settimane una perizia psichiatrica. 

Traini, in caserma, avrebbe specificato di non essere in cura da uno specialista e che sarebbe stata un’amica psicologa a diagnosticargli una personalità bipolare.