La crisi sta colpendo duramente anche il mondo della pesca, per questo le sigle più importanti del settore si sono riunite a Roma per discutere il da farsi.

Agci-Agrital, Federcoopesca-Confcooperative, Lega Pesca, Federpesca-Confindustria, Flai-Cgil, Fai Cisl e Uila Pesca hanno così affrontato i temi più caldi, quindi la riforma del mercato del lavoro, gli ammortizzatori sociali, i dossier ancora in attesa del giudizio della comunità europea, il nuovo fondo europeo e molte altre emergenze.

Le associazioni affermano così a gran voce che “Il difficile scenario in cui versa la pesca richiede coesione, con l’irrinunciabile elaborazione di strategie che consentano di progettare un futuro; da qui l’esigenza di dare vita ad una nuova conferenza nazionale della pesca italiana per voltare pagina e imboccare la strada del rilancio di un’economia altrimenti destinata a soccombere sotto i colpi della concorrenza internazionale e delle architetture giuridiche ideate in modo indiscriminato dall’Ue”.

Tra la crisi e l’inquinamento ambientale, il mondo della pesca si trova davvero in un momento critico che sta infatti cercando di risolvere.