L’università di Tel Aviv e quella di Exeter stanno cercando di dimostrare l’importanza dell’energia prodotta dal moto ondoso trovando nuovi metodi per sfruttarla e renderla ancor più efficace.

Per far questo, stanno cercando di sviluppare alcuni strumenti in grado di prevedere la forza delle onde.

Si chiamano ‘point absorber’ e sono dei dispositivi galleggianti che seguono il moto delle onde e sono in grado di riprodurre energia che viene trasformata in energia elettrica.

Il progetto, presentato sulla rivista ‘Renewable Energy’, si pone come obiettivo la possibilità di estrarre il doppio dell’energia prodotto da un’onda proprio grazie all’impiego di questi strumenti che riescono a prevedere a forza di quella successiva.

Non si tratta di un esperimento semplice, come spiega infatti lo stesso Guang Li, dell’Università di Exeter, “ci sono significativi benefici nell’energia delle onde ma il progresso di questa tecnologia si é dimostrato difficile. Lo studio potrebbe fare sì che l’energia del moto ondoso giochi un ruolo significativo nella fornitura dell’energia che usiamo” e non sarebbe male considerando la predominanza dell’elemento acqua sul nostro pianeta.