Ancora brutte notizie per il nostro mare. Secondo quanto riportato da Legambiente, infatti, nel dossier “Armi chimiche: un’eredità ancora pericolosa”, il mare italiano sarebbe a rischio contaminazione a causa di migliaia di ordigni di produzione bellica che sarebbero sui nostri fondali e che potrebbero provocare gravi danni all’ambiente.

Solo nel mare Adriatico sono presenti 30.000 di questi ordigni, di questi, 10.000 sarebbero nel porto di Molfetta e di fronte a Torre Gavetone (Bari).

Ma non è finita qui, il Golfo di Napoli conterrebbe 13.000 proiettili, 438 barili di iprite, ovvero un liquido irritante, ma anche ordigni chimici.

A Pesaro ci sarebbero invece 300 bombe all’iprite e ben 84 tonnellate di testate all’arsenico.

Tutti questi materiale, negli ultimi 80 anni, non hanno fatto altro che rilasciare sostanze tossiche nei nostri mari danneggiando gravemente il nostro ecosistema e la salute degli abitanti delle zone circostanti.

Legambiente, con questa iniziativa importante, sta cercando di stimolare l’attenzione dei politici al fine di dare il via alle bonifiche di queste aree che sono davvero a rischio.