I legali delle Pussy Riot non ci stanno ritenendo ingiusta la sentenza, emessa dalla Corte di Giustizia di Mosca, che condanna le tre ragazze a due anni di carcere per ‘teppismo aggravato da odio religioso’.

Violetta Volkova, uno degli avvocati delle tre ragazze, ha fatto sapere che è depositato un ricorso in appello presso il Tribunale di Khamovniki e che l’esito dell’accoglimento e meno dell’istanza dovrebbe arrivare entro pochi giorni.

Intanto le tre ragazze, Nadezhda Tolokonnikova, Maria Alekhina e Yekaterina Samutsevich, rimangono in carcere mentre in Russia e nel resto del mondo si moltiplicano le petizione e i gesti di sostegno nei loro confronti.

Per esempio quello delle Femen, il gruppo femminista ucraino, che nei giorni scorsi hanno abbattuto una croce nel parco pubblico di Kiev e dal quale il manager della band, anche marito della Tolokonnikova, tiene a precisare di dissociarsi, forse per paura di ulteriori ripercussioni sulle tre attiviste.

Nel frattempo altri due membri delle Pussy Riot sono fuggite dalla Russia per paura della Polizia alla quale è stato ordinato di arrestare il maggior numero possibile di persone aderenti a questo movimento.