Sembra la sceneggiatura di un film apocalittico made in Usa – ma non è così -: il global warming sta riducendo i ghiacciai in tutto il mondo – e quindi anche in Siberia. Un rischio per diverse ragioni. Ora se ne aggiunge un’altra: rischia di risvegliare un antico virus che da trentamila anni dorme nei ghiacciai siberiani.

Si chiama Mollivirus sibericum ed è stato scoperto del 2015 da un gruppo di ricercatori nella remota regione di Kolyma, proprio nel permafrost siberiano che si sta disgelando. E’ uno dei 4 virus giganti isolato in questa regione. Viene detto gigante perché misura 1,5 micron di lunghezza e 0,5 micron di diametro (dove un micron è un millesimo di millimetro). Un’altra sua peculiarità è la complessità genetica di molto superiore ai virus comuni: possiede più di 500 geni contro gli otto dell’influenza A ne ha otto).

Nessuno studioso tra quelli che si stanno occupando di questo problema – come gli studio del Centro nazionale per le ricerche francese – pensa che uno di questi antichi virus possa ritornare in vita e diventare una moderna piaga, ma comunque i rischi collegati non possono essere sottovalutati. Anche perché bisogna considerare che nei prossimi anni aumenterà il numero delle persone presenti nel Circolo polare artico. Lo scioglimento del ghiaccio dovrebbe rendere più accessibili le enormi riserve di carburanti fossili che si trovano nel sottosuolo.