Dopo la bagarre dei giorni scorsi, tra risse, insulti e gesti osceni (quello del senatore Lucio Barani rivolto a Barbara Lezzi del M5S), il Senato ha approvato l’emendamento di Anna Finocchiaro all’articolo 2 che recepisce gli accordi interni al Pd e nella maggioranza, sulla legittimazione popolare dei futuri senatori-consiglieri regionali. La maggioranza dei voti a favore è stata schiacciante: i sì sono stati 169, i no 93, 3 gli astenuti.

L’articolo 2 stabilisce che i Consigli regionali sono tenuti a eleggere i futuri senatori tra i propri membri, e che «la durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti». L’emendamento di Anna Finocchiaro aggiunge che l’elezione dei senatori da parte dei Consigli regionali deve avvenire «in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge» elettorale che dovrà essere successivamente varata. Un emendamento definito necessario e la cui approvazione è stata salutata da un lungo applauso della maggioranza.

Questo il testo completo dell’emendamento: “La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge di cui al sesto comma“.

Anna Finocchiaro, intervenuta nell’Aula di Palazzo Madama subito prima che il suo emendamento fosse votato e approvato, ha tenuto a sottolineare il fatto che l’emendamento, confermando il Senato come in qualità di espressione degli enti territoriali e introducendo il coinvolgimento degli elettori nella scelta dei senatori, “non è una sconfitta di una parte“, ovvero di quanti proponevano il Senato delle garanzie.