Un cittadino di Bari, il signor Finocchio, ha presentato un’istanza alla Prefettura per chiedere la modifica del suo cognome, poiché sarebbe stato oggetto di ironie e sfottò. Non ne poteva più e così ha chiesto l’intervento delle autorità competenti. A raccontare questa storia è il quotidiano “La Repubblica”. “Il prefetto della Provincia di Bari, vista l’istanza con la quale il signor Finocchio ha chiesto il cambio del proprio cognome da Finocchio a Fino perché considerato ridicolo e vergognoso e ritenuta l’istanza meritevole di considerazione in quanto le motivazioni addotte sono significative e la documentazione risulta adeguata, decreta l’autorizzazione a pubblicare l’avviso” si legge.

Finocchio era oggetto di insulti

Per legge, infatti, il cittadino che decide di cambiare il proprio cognome è tenuto a far pubblicare – presso l’Anagrafe del proprio comune – un avviso per trenta giorni. Solo in questo modo il signor Finocchio, che d’ora in poi si chiamerà Fino, potrà tornare alla normalità, lontano da insulti e con l’incubo di dover pronunciare pubblicamente il proprio cognome. Tra l’altro, non è la prima volta che accade: la Prefettura, infatti, è tenuta a vagliare ogni richiesta soprattutto se i nomi e i cognomi rischiano di arrecare turbamento ai cittadini.

La replica di Pasquale Finocchio

Il vicepresidente del consiglio comunale di Bari Pasquale Finocchio – anche lui, dunque, con lo stesso cognome – non la pensa così: “Non ho mai avuto problemi con il mio cognome. Anzi, la prendo a ridere, sono nato così e così morirò, ne sono orgoglioso e non a caso ho sfruttato lo slogan ironico per la campagna elettorale: il manifesto è lo stesso da 25 anni. Nella vita bisogna ridere”.