Fino al 15 settembre 2013 la Galleria Palatina di palazzo Pitti presenta “Il sogno nel Rinascimento”, un’iniziativa espositiva internazionale dove per la prima volta si propone al pubblico lo sfaccettato tema del sogno, che ebbe un rilievo particolare nella mitologia antica e nella cultura del Rinascimento.

La mostra, articolata in varie sezioni, si apre con una panoramica che definisce e precisa il contesto nel quale il sogno si manifesta: La Notte. Questo il titolo della prima sezione, qui rappresentata in tutta la sua complessa simbologia ed in particolare attraverso La Notte che Michelangelo scolpì per il monumento funebre in memoria a Giuliano de’ Medici.

Si passa poi a La Vacanza dell’anima, sezione che intende mettere in risalto opere legate al sonno e ai miti della classicità come il Fregio della Villa Medicea di Poggio a Caiano di Bertoldo, ma anche opere letterarie come la celebre Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna. Li affiancano dipinti e incisioni di soggetto mitologico e allegorico, alcuni esposti a Firenze per la prima volta, come il Sogno del cavaliere di Raffaello, custodito alla National Gallery di Londra e il dipinto con Venere e Amore addormentati e spiati da un satiro del Correggio, proveniente dal Museo del Louvre.

Visioni dell’Aldilà indaga poi il tema del sogno nella tradizione biblica e religiosa, con esempi grafici e pittorici dei secoli XV e XVI, dal Sogno di Giacobbe all’Interpretazione dei sogni da parte di Giuseppe, ai Sogni e Visioni di sante e santi come Elena, Orsola, Caterina d’Alessandria, Agostino e Girolamo.

Di importanza fondamentale la sezione intitolata La vita è sogno, che trae origine dall’eccezionale fortuna iconografica di un disegno di Michelangelo, Il Sogno o la Vanità dei desideri umani. Nella stessa sezione I sogni del principe, presentano la figura di Francesco de’ Medici ed il suo particolare e fecondo rapporto con il sogno, di cui ci sono pervenute varie testimonianze, rivelatrici di quanto e come il Sogno fosse al centro del dibattito culturale della fine del Rinascimento. Sono, in questo ambito, presentati disegni, documenti, dipinti fra i quali il Ritratto di Bianca Cappello di Alessandro Allori con al verso l’iconografia del celebre Sogno di Michelangelo e, sempre dell’Allori la rara Spalliera di letto dai motivi onirici, conservata nel Museo Nazionale del Bargello.

Opere inquietanti e di difficile interpretazione dominano invece la penultima sezione, intitolata Sogni enigmatici e visioni da incubo, incentrata sulla stampa raffigurante Il sogno del dottore di Albrecht Dürer e altre opere da incubo, abitate dal Diavolo inteso come Separatore, il grande Trasgressore e provocatore di incubi, che si affaccia quando la sovranità del giorno si arrende e appare il lato oscuro delle cose: ed ecco le visioni dell’Inferno o le Tentazioni di Sant’Antonio, di Bosch, Brueghel, Jan Mandijn e Met de Bles.

Il percorso espositivo si conclude infine un richiamo all’Aurora considerata nel Rinascimento come lo spazio – tempo dei sogni veri (rappresentata da un dipinto di Battista Dossi) per aprirsi, infine, al Risveglio (con il Risveglio di Venere di Dosso Dossi) come espressione della ciclicità paradigmatica e complementare del tempo.

Un viaggio imperniato sul sogno, dunque, che attraverso una settantina di opere, tra sculture, tele, manoscritti, disegni e libri ci racconta il sogno così come l’ha vissuto la cultura rinascimentale, inteso come rivelazione di un altro mondo, intriso di erotismo e di inquietudine. Un percorso che indaga simbologia e iconografia di uno dei temi di massimo rilievo sia per la mitologia antica che nella cultura del Rinascimento, come dimostra il suo diffondersi nelle arti figurative ed in particolar modo in opere di soggetto religioso o legate alla riscoperta dei miti antichi.

Un appuntamento imperdibile per tutti coloro che quest’estate si troveranno a gironzolare per i vicoli della meravigliosa Firenze!