“La famiglia Ciraulo è la famiglia che tutti potremmo essere, la proiezione del fallimento dei rapporti umani e dei limiti culturali”, queste la parole di Daniele Ciprì, regista del film ‘E’ stato il figlio’ che, proiettato alla 69esima Mostra d’Arte Internazionale del Cinema di Venezia, nella sala Perla, è stato accolto da un importante applauso.

Il film, girato in dialetto siciliano, vede da i principali interpreti Tony Servillo, accompagnato da Giselda Volodi, Fabrizio Falco, Aurora Quattrocchi, Benedetto Raneli e Alfredo Castro che, coralmente, partecipano al racconto delle vicende che vedono coinvolta una famiglia siciliana in cui Nicola, padre e interpretato da Servillo, tira a campare rivendendo ferro delle navi in disarmo e che, quando ne avrà occasione, cercherà di riscattare la propria famiglia, finendo però per essere sconfitto.

Quanto alla scelta di Servillo, Ciprì spiega che inizialmente pensava che “fosse troppo per me. Ma poi mi sono convinto anche perché non volevo un siciliano. Volevo un attore che con la sua grandezza mi restituisse la Palermo della mia infanzia, evocandola. Nel libro il personaggio di Nicola è più cupo, più triste mentre Tony gli ha dato una comicità pazzesca. Sono molto contento del risultato”.