Ieri si sono tenuti i funerali di Tiziana Cantone, la 31enne che si è tolta la vita a causa di alcuni video hard finiti in rete. Filmati che l’avevano spinta ad abbandonare sia il lavoro che la sua città, chiedendo persino di cambiare identità. Filmati che erano stati fatti per gioco e che, invece, a sua insaputa, erano finiti su alcuni siti porno. La sua vita era diventata un inferno. A maggio 2015 – in un periodo di “fragilità e depressione” – Tiziana si reca in Procura e racconta tutto: dai filmati alle “relazioni virtuali” sui social network. In quell’occasione fa i nomi di coloro a cui avrebbe mandato quelle immagini, che sarebbero dovute rimanere private: gli stessi che poi sono stati indagati per diffamazione.

Tiziana Cantone si è tolta la vita

Tiziana ammette – davanti al giudice – di essersi fatta riprendere “volontariamente e in piena coscienza” ma di non aver autorizzato la pubblicazione di quei video in rete: così chiede la rimozione dei filmati da siti e motori di ricerca. Specifica che le registrazioni sono, in totale, sei e conferma i nomi di coloro che li avrebbero diffusi sul web, contro la sua volontà. Poi Tiziana ritorna in Procura – come scrive il Corriere.it – e fa un un’integrazione alla sua precedente denuncia al punto che i pm aggiungono il reato di violazione della privacy. Le sue immagini, intanto, continuano a girare su forum, siti porno e persino su WhatsApp.

Tiziana, allora, smette di uscire da casa perché “riconosciuta e derisa”, fa scrivere sulla denuncia. Non si recherà più al supermercato, al cinema, al ristorante e in palestra. Ha attacchi di panico, sta male, pensa al suicidio, perde gran parte dei suoi amici. A sostenerla, stando alle prime informazioni trapelate, ci sarebbe stato soltanto il suo ex compagno ma non è ancora chiaro se per affetto o per tornaconto personale. Sarà la Procura di Napoli Nord a stabilirlo: intanto è stata aperta un’inchiesta per induzione al suicidio.