L’uomo ucciso in uno scontro a fuoco dalla polizia alle porte del Milanese nella scorsa notte non è altri che Anis Amri, il terrorista di Berlino che ha compiuto la strage del mercatino di Natale.

Il tunisino di 24 anni era stato fermato dalla polizia in piazza I maggio, a Sesto San Giovanni, davanti alla stazione ferroviaria, intorno alle tre di notte: il presunto jihadista era da poco sceso da un treno proveniente dalla Francia. .

Alla richiesta delle autorità di mostrare un documento l’uomo ha estratto una pistola, una calibro 22 (forse quella utilizzata per rubare il tir di Berlino), e dopo aver urlato “Allah Akbaru” ha iniziato a sparare, centrando il capopattuglia alla spalla. L’uomo è stato operato presso il San Gerardo di Monza e sarebbe fuori pericolo.

Nel confronto a fuoco che è scaturito il terrorista di Berlino è stato ucciso da un colpo esploso dall’autista dalla pattuglia. Nel suo zaino è stato rinvenuto il biglietto del treno, che è partito da Chembery, è passato per Torino e poi è arrivato a Milano intorno all’una.

Toccherà dunque al pool antiterrorismo del responsabile Alberto Nobili ricostruire cosa sia avvenuto tra le due ore intercorse tra l’arrivo nel capoluogo lombardo e lo scontro con la polizia.

Nel frattempo gli esperti della Digos, tramite il riconoscimento facciale e l’analisi delle impronte digitali, hanno provveduto a identificare Amri come un latitante legato al terrorismo internazionale.

Sulla vicenda è arrivato il primo commento di Matteo Salvini, che su Facebook ha dichiarato di essere “fiero delle nostre Forze dell’Ordine“, ma “preoccupato perché i terroristi spesso scelgono l’Italia come punto di partenza e di arrivo“.