L’Iliade è un poema epico tradizionalmente attribuito al poeta greco Omero, composto da 24 libri o canti, per un totale di 15.688 versi. Il titolo deriva da “Īlĭŏn”, altro nome dell’antica città di Troia, situata nell’Ellesponto. Si tratta del caposaldo della letteratura greca e occidentale, la cui nascita è tradizionalmente indicata attorno al 750 a.C. Le vicende narrate nell’opera sono tuttavia antichissime e suggeriscono diversi fasi di formazione dell’opera: una prima orale, in cui i miti vengono tramandati di padre in figlio, di generazione in generazione; una seconda fase aurale, nella quale il poema inizia ad assumere organicità grazie all’opera di cantori e rapsodi; e infine la fase scritta, a seguito della quale l’Iliade, assieme all’Odissea, diviene testo scolastico e la base dell’insegnamento elementare.

Il poema narra le vicende accadute nei 51 giorni dell’ultimo anno di guerra tra la coalizione di principi greci, guidata da Agamennone e la città di Troia. L’ira di Achille, nello specifico, è l’argomento portante del poema (“Cantami, o diva, del Pelìde Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei”. Proemio). Al tema dell’ira si legano poi quelli della gloria conquistata dall’eroe combattendo valorosamente, il senso del dovere e la necessità di proteggere i propri cari.

Achille, figlio di Peleo e della nereide Tetide, è dunque il personaggio principale dell’opera. Egli è considerato uno dei personaggi più celebri nel mondo antico, noto per il suo coraggio e la destrezza nel combattimento. Sebbene praticamente invulnerabile, anch’egli ha tuttavia un punto debole: il famoso ‘tallone d’Achille’, unica parte del corpo che la madre non intinse nelle acque dello Stige ed unico punto dove l’eroe può essere ferito. Altri personaggi sono: Ettore, principe di Troia e capo assoluto dell’esercito; Priamo, padre di Ettore e Paride, nonché anziano reggente della città; Andromaca, moglie di Ettore; Paride, secondogenito di Priamo, colui che offre il pretesto ai greci per dichiarare guerra a Troia, rapendo la giovane e bella moglie del re di Sparta Menelao, Elena. Per quanto riguarda la coalizione greca abbiamo invece il già citato Achille, Menelao e il fratello Agamennone, alla guida dell’esercito; Patroclo, amico di Achille e Odisseo, futuro protagonista dell’omonima opera. In campo scendono poi svariate volte le divinità, anch’esse schierate da una parte o dall’alta, in favore dei due popoli, mentre al di sopra di tutti sta il Fato.

Trama: Paride, giovane principe troiano, si innamora di Elena, moglie del re spartano Menelao e la rapisce. Per vendicare l’offesa, tutta la Grecia Achea si mobilita, creando un vasto esercito confederato. Sono già trascorsi nove lunghi anni di assedio quando Agamennone, capo dell’armata achea, rifiuta di restituire a Crise, sacerdote di Apollo, la figlia Criseide, ottenuta come preda di guerra. Il Dio, adirato, infligge quindi una letale pestilenza al campo dei Greci, il cui capo è così costretto a restituire Criseide, tuttavia, in cambio, decide di prendere per sé la schiava di Achille, Briseide. Sdegnato per l’offesa ricevuta, Achille, il più valoroso di tutti i guerrieri greci, rifiuta di combattere oltre e l’esercito subisce numerose perdite. Patroclo, compagno di Achille, decide quindi di scendere in campo con indosso le sue armi, così da spaventare i Troiani. Mai decisione fu più nefasta, poiché il valoroso Ettore, principe ereditario di Troia, credendo di scorgere proprio Achille, gli si para di fronte e in un leale combattimento uccide il nemico. Solo dopo aver scostato l’elmo si accorge però del tragico errore. Achille torna quindi a combattere per vendicare l’amico; sfida Ettore in duello e lo uccide a sua volta, infierendo quindi sul corpo e sottraendolo alla famiglia. Priamo, re dei troiani, giunge così nel campo dei Greci a chiedere la restituzione del corpo del figlio. Achille restituisce la salma di Ettore e ne permette gli onori funebri, ma il destino di Troia, privato del suo più valido difensore, è ormai segnato.

Difficile riassumere in poche righe la bellezza e l’intensità di questo poema; un’opera immortale, che sopravvive tutt’oggi, dopo millenni di storia e di cultura. Ci troviamo di fronte ad uno dei maggiori capolavori dell’umanità, tuttavia considerato oggi (purtroppo) una lettura prettamente scolastica. Nulla di più sbagliato! L’Iliade è un’opera straordinaria, che mette in campo tutte le passioni umane, che affascina e commuove, per divenire, a tratti, perfino esaltante, con la descrizione di spettacolari duelli e mirabili imprese. L’Iliade è il Poema delle grandi gesta, degli eroi e dell’amore; amore verso una città, verso la donna e verso la propria famiglia, ma anche amore per la gloria, che ispira le più grandi gesta che un uomo possa compiere, tramutandolo in eroe, la cui fama resterà eterna. L’liade è un opera che merita certamente una lettura che prescinda l’obbligo scolastico. Dimenticate dunque le spesso noiose lezioni cui siete stati costretti tra i banchi di scuola e riscoprite quest’opera meravigliosa, aiutandovi magari con una traduzione in chiave moderna.