Secondo un rapporto reso pubblico dalla Guardia di Finanza, in merito agli illeciti commessi da funzionari pubblici, nei primi sei mesi di quest’anno sarebbero spariti dalle casse dello Stato oltre tre miliardi di euro. Una cifra sottratta da 4.835 dipendenti pubblici, che hanno rubato o sperperato il denaro pubblico e che sono attualmente tutti citati in giudizio di fronte alla Corte dei Conti, nella speranza di riuscire a recuperare quanto indebitamente sottratto o sprecato.

Fra gli illeciti commessi da funzionari pubblici si annoverano case concesse in locazione a prezzi davvero irrisori (si parla di casi in cui il canone di affitto mensile sarebbe stato di soli sette euro e di immobili locati a prezzi del tutto assurdo, in tante parti d’Italia), di terreni mai effettivamente utilizzati oppure di edifici venduti a prezzi stracciati e sarebbero coinvolti, a vario titolo, politici, impiegati di primo livello ma anche funzionari e medici. Altri reati contestati: corruzione, concussione, truffa, turbativa d’asta, appropriazione indebita, abuso d’ufficio. Sotto accusa anche chi, per inerzia o per incapacità, ha provocato un disservizio e quindi deve essere in qualche modo sanzionato.

Il rapporto della Guardia di Finanza sugli illeciti commessi da funzionari pubblici avrebbe messo in luce il fatto che quest’anno vi sia stata una impennata nella segnalazione delle attività illegali e che queste ultime si sarebbero attestate intorno al +14 per cento rispetto all’anno prima. Un dato che permette di fare due considerazioni: se è vero che sono aumentati gli illeciti commessi è anche vero che si sono intensificati i controlli, soprattutto in quei settori considerati maggiormente a rischio.