Sindacati e azienda sono riusciti a trovare un’intesa: gli esuberi all’Ilva di Taranto, dal prossimo due marzo, saranno 4.074 e non 4.459 come richiesto, in prima battuta, dalla società. A partire da quella data, i lavoratori potranno usufruire di contratti di solidarietà, che saranno prorogati di dodici mesi.

Il numero di lavoratori Ilva che sarà posto in esubero è stato deciso sia tenendo conto delle esigenze degli operai e dei sindacati sia le esigenze dell’azienda stessa, che nel mese di febbraio 2014 aveva fatto sapere che in forza del nuovo assetto dovuto alla crisi del settore siderurgico e agli interventi di ambientalizzazione, la produzione giornaliera dello stabilimento sarebbe nettamente calato (passando dalle iniziale 30 mila tonnellate, alle poco meno 12 mila tonnellate).

Mentre Ilva e sindacati siglano gli accordi sugli esuberi, in parlamento si cerca di convertire al più presto il relativo decreto legge, in scadenza il prossimo 6 marzo. Grazie al provvedimento arriveranno 35 milioni di euro del fondo di garanzia per l’accesso al credito, destinati alle piccole e medie imprese fornitrici dell’Ilva nonché la prededucibilità, sempre per le stesse, sui crediti per lavori svolti per il risanamento ambientale e per assicurare agli impianti la continuità delle attività essenziali.

Contestualmente è stato dato lo stop alle cartelle esattoriali e ai versamenti dei tributi erariali per dare una mano agli autotrasportatori e alle piccole imprese che gravitano attorno all’indotto. Alla regione Puglia saranno invece assegnati cinque milioni di euro in due anni per combattere in modo efficace le malattie infantili (si andrà a potenziare la prevenzione e la cura dei tumori infantili nella provincia di Taranto).