Il provvedimento giudiziario del 26 novembre da parte dei Gip di Taranto che ordina l‘arresto di sette persone per la vicenda dell’Ilva, imputa ai dirigenti dell’acciaieria di aver continuato a produrre negli impianti sequestrati con l’accusa di disastro ambientale, anche dopo la data del sequestro, 26 luglio 2012. Sono anche contestati atti di corruzione in atti giudiziari e concussione.

Il nodo centrale della vicenda ruota intorno alle tangenti che sarebbero girate per influenzare i rapporti e le perizie sull’impatto inquinante dello stabilimento. Secondo gli investigatori, il perito nominato dalla Procura, Lorenzo Liberti, avrebbe ricevuto dall’ex responsabile delle comunicazioni istituzionali dell’Ilva, Girolamo Archinà, una mazzetta nel parcheggio dell’area di servizio Le Fonti est, sull’autostrada tra Bari e Taranto. L’incontro è stato filmato dalla Guardia di Finanza il 26 marzo 2010. Archinà consegna una busta bianca. Gli inquirenti ritengono contenga 10mila euro in contanti da usare per aggiustare la perizia sulle emissioni inquinanti dello stabilimento. L’Ilva ha sempre smentito che si trattasse di una tangente, ma di una donazione destinata alla diocesi di Taranto.

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