Nella mattinata di oggi il Senato ha dato il suo ok al decreto Ilva con 168 voti a favore e 102 contrari. Sul provvedimento era stata posta la fiducia dal ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti dopo il passaggio del testo alla Camera, subito dopo il voto sulle pregiudiziali delle opposizioni, evitando la discussione generale usualmente prevista in questi casi.

Già in corso le analisi affidate a un gruppo di esperti riguardo ai piani ambientali che sono stati presentati dalle due differenti cordate che si sono proposte come acquirenti del gruppo siderurgico.

La legge, che prevede l’amministrazione straordinaria dell’Ilva fino al passaggio di consegne, pone proprio a carico di questa il rimborso statale del prestito statale del valore di 300 milioni di euro.

Posticipato poi al 2018 il termine del rimborso dei finanziamenti dello Stato, e sono stati inoltre previsti ulteriori debiti da 800 milioni tra il 2016 e il 2017, che saranno destinati all’attuazione del piano ambientale, per la quale è stata prevista una proroga di massimo 18 mesi (inizialmente il limite era stato fissato a giugno 2017). Agli acquirenti o affittuari dell’Ilva viene inoltre estesa l’esclusione dalle responsabilità penali riguardante il piano ambientale da attuare.

Nella giornata di ieri il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti aveva affermato che l’attuazione del decreto avrebbe finalmente portato una soluzione a lungo termine riguardo la gestione dell’Ilva, contrariamente alle “soluzioni di tamponamento che valgono tre mesi si possono sempre fare per salvare ‘la faccia’ in quella settimana”.