Si torna a parlare dello stabilmento dell’Ilva di Taranto, questa volta purtroppo per un caso di cronaca nera: un operaio ha infatti perso la vita questa mattina a causa di un incidente sul posto di lavoro.

Cosimo Martucci, impiegato 45enne di Massafra,che lavorava presso la ditta appaltatrice Pitrelli, è stato schiacciato da un grande tubo mentre prestava servizio presso l’area di agglomerazione dell’acciaieria.

A causare la morte sarebbe stata un’imbragatura difettosa che sosteneva la tubatura di grandi dimensioni: il laccio però avrebbe ceduto durante lo scarico da un autotreno provocando il crollo del materiale sull’operaio. A nulla è servito l’arrivo di un’ambulanza. L’uomo sarebbe infatti deceduto sul colpo.

Nello stabilimento di Taranto – teatro di un processo per disastro ambientale – sono dunque accorsi ispettori del lavoro e carabinieri allo scopo di chiarire la dinamica dell’incidente e tentare di attribuire le responsabilità del caso.

Marco Bentivogli, segretario generale Fim, ha commentato l’accaduto durante una conferenza organizzata dalla Cisl. “È inaccettabile, sono due anni che continuiamo a vedere incidenti mortali. Evidentemente si stanno facendo delle sottovalutazioni che bisogna immediatamente recuperare. Serve una più prevenzione capillare e una manutenzione adeguata degli impianti. Tra l’altro l’incidente avviene proprio in concomitanza della riunione del comitato del settore siderurgico di IndustrialAll, il sindacato europeo dell’industria metalmeccanica che si apre oggi, e proseguirà domani, a Taranto. È un brutto segnale”.

I colleghi di Martucchi hanno indetto immediatamente uno sciopero, già in atto dalle 11 di oggi, che coinvolgerà sia i dipendenti dell’Ilva che gli impiegati presso ditte appaltatrici per protestare contro l’ennesimo incidente. Recentemente è stato raggiunto un accordo sugli esuberi dello stabilmento per far fronte al calo della produzione.