La notizia che l’Ilva di Taranto sia pronta ad un piano industriale che prevederebbe anche 5/6 mila esuberi, ha fatto scattare la protesta da parte di sindacati dei lavoratori, che considerano tali cifre assolutamente inaccettabili. La protesta si è levata al termine dell’incontro avvenuto con Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico e con i commissari per la presentazione dei piani industriali che dovrebbero consentire di “salvare” l’Ilva, che ricordiamo rappresenta il più importante stabilimento europeo per la lavorazione dell’acciaio.

Dalla presentazione dei piani industriali avvenuta oggi, ci sarà tempo fino al primo giugno, per i sindacati, per esprimere un proprio parere. Proprio il primo giugno, infatti, ci sarà un nuovo incontro con Carlo Calenda. E i sindacati si sarebbero già detti pronti a non interpretare il ruolo degli spettatori passivi, soprattutto in tema di esuberi. Ricordiamo anche che al momento, per l’acquisizione dell’Ilva di Taranto, sarebbe in vantaggio la cordata messa in piedi da ArcelorMittal-Marcegaglia.

Lo scontro pare inevitabile anche perché entrambi i piani proposti per il futuro dell’Ilva prevederebbero esuberi. Anche quello che al momento i commissari avrebbero scelto, ossia quello proposto dalla cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia, che prevederebbe appunto un taglio di almeno 5/6 mila posti di lavoro (previsti comunque anche dall’altro).

Landini, della Fiom, ha giudicato l’incontro con il Ministro e i commissari alquanto deludente, soprattutto perché, secondo quanto da lui dichiarato, non sarebbero apparsi chiari i motivi per cui il piano industriale della cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia sia stato favorito rispetto all’altro presentato.