Cosa sarà dell’Ilva oggi è difficile dirlo. Sicuramente apre nuovi scenari l’annuncio di Matteo Renzi sulla possibilità di una rinazionalizzazione limitata nel tempo dell’industria siderurgica.

Non si sa ancora se poi questo annuncio non sia un bluff vero l’Arcelor Mittal, l’unica impresa che ha fatto un offerta non vincolante sull’Ilva, ovvero un modo per dire che il governo Renzi è pronto a vendere l’azienda – ma non a svendere.

Quale siano le vere intenzioni di Matteo Renzi non si può dire. Quello che finora è filtrato è che Palazzo Chigi vorrebbe arrivare all’amministrazione straordinaria della società, arrivando a prevedere una modifica della legge Marzano, che per ora prevede questa possibilità solo per aziende insolventi.

L’amministrazione straordinaria darebbe al commissario poteri molto più ampi di quelli attuali – compresa la possibilità di vendere la società, oggi ancora al 90% della famiglia Riva. Il commissario poi dovrebbe dividere l’Ilva in 2 parti: una bad company con tutti i contenziosi legali pendenti sulla società, e una società sana e quindi più interessante per gli investitori.

I lavori necessari a ridurre drasticamente l’inquinamento della zona sono stati valutati in 1,8 miliardi – da investire entro il 2016. Una parte di questo denaro dovrebbe essere rappresentato – 1,2 miliardi – dai fondi sequestrati alla famiglia Riva. Queste somme saranno “pienamente a disposizione” di chiunque si farà carico del risanamento.

Chissà se ci saranno dei nuovi “capitani coraggiosi” disposti ad investire nella seconda azienda siderurgica del paese.

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