Non c’è pace per l’Ilva di Taranto. Ieri pomeriggio, a Palazzo Chigi, si sarebbe dovuto svolgere un nuovo, ulteriore incontro tra azienda e i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente. Incontro rinviato, a quanto pare, in quanto si fatica molto a trovare una soluzione alla crisi finanziaria dell’azienda.

Il problema nel problema sono le scadenze degli stipendi di febbraio e dell’Autorizzazione integrata ambientale: l’azienda è ormai con le spalle al muro e, ad oggi, non ha la liquidità necessaria per ovviare a questi impegni. Tramontata, infatti, la possibilità che il ricavato del dissequestro delle merci sia vincolato all’emergenza così come l’azienda aveva chiesto. Proprio ieri, infatti, il gip Patrizia Todisco ha bocciato l’istanza avanzata dall’azienda.

Ora, cosa succederà? Si sta pensando a Cassa Depositi e Prestiti e alla Banca europea degli investimenti (Bei). Ma i tempi sono stretti e i margini di manovra pochi. Ecco perché il miliardo di euro delle merci bloccate era ed è vitale per la ripresa dell’azienda.