Le vicende giudiziarie legate all’Ilva non conoscono sosta. Solo un giorno dopo l’esecuzione di sette arresti, fra i quali alcuni dei massimi esponenti dell’acciaieria, è giunta notizia dell‘emissione di cinque nuovi avvisi di garanzia. Tra questi ci sono don Marco Gerardo, segretario dell’ex arcivescovo di Taranto Benigno Luigi Papa, e il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano. La Guardia di Finanza, dietro mandato della Procura, sta inoltre compiendo degli accertamenti sulla precedente Autorizzazione integrata ambientale rilasciata all’Ilva il 4 agosto 2011. Il sacerdote è accusato di false dichiarazioni al pubblico ministero, legate ad una presunta tangente che Girolamo Archinà, ex responsabile relazioni esterne Ilva, avrebbe consegnato a Lorenzo Liberti, il consulente del Tribunale nominato per redigere una perizia sulla pericolosità dell’impianto produttivo. Archinà dichiarò agli inquirenti che la somma, 10mila euro, costituiva una donazione per la diocesi di Taranto.

Il sindaco Stefano è accusato di omissioni in atti d’ufficio, relativamente alle prescrizioni a tutela dell’ambiente. Si tratterebbe di un atto dovuto, conseguente alla denuncia presentata dal consigliere comunale Filippo Condemi.

Intanto proseguono le proteste dei lavoratori contro la chiusura dell’impianto. Oltre all’occupazione dell’impianto pugliese, a Genova è stato bloccato il casello autostradale di Genova Ovest e sono stati occupati gli uffici della sede locale dell’Ilva.

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