I sommozzatori dei Vigili del fuoco hanno recuperato nella mattinata di venerdì 30 novembre il corpo senza vita dell’operaio disperso in mare mercoledì 28, in seguito alla caduta di una gru operativa nel complesso industriale dell’Ilva di Taranto, colpita da una tromba d’aria e un fulmine. Il suo nome è Francesco Zaccaria. Aveva 29 anni. Era nato a Taranto e viveva nella frazione cittadina di Talsano.

Zaccaria era l’operatore della gru e si trovava nella cabina di guida al momento del passaggio della tromba d’aria. E sempre nella cabina i sommozzatori hanno ritrovato il suo corpo. Il mezzo è stato individuato nei fondali del quinto sporgente del porto. La gigantesca macchina era caduta ad una profondità di 24 metri.

La violenza del tornado che mercoledì si è abbattuto sullo stabilimento siderurgico ha generato spostamenti d’aria la cui velocità è stata stimata in circa 200 chilometri orari. I feriti complessivi sono stati circa 70. Uno degli edifici maggiormente devastati, il capannone della mensa, era vuoto. Ma se il tornado fosse passato solo dieci minuti più tardi, gli operai si sarebbero trovati tutti lì dentro. E sarebbe stata una strage.

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