“L’Italia sente alto e forte, da sempre, il dovere di solidarietà nei confronti di chi giunge nel nostro Paese, coltivando l’ispirazione e la speranza verso una vita più sicura e un avvenire per sé e per i propri figli”, queste le parole -del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. A distanza di 15 anni dalla prima ricorrenza ufficiale dedicata ai rifugiati il Presidente ha ribadito che il nostro Paese “continuerà a fare quanto necessario per assicurare ai rifugiati e a coloro che chiedono asilo un trattamento rispettoso dei diritti fondamentali e della dignità umana, con l’auspicabilmente crescente contributo dell’Unione Europea e della comunità internazionale”.

Questo è probabilmente l’anno in cui la Giornata mondiale del migrante è sentita e avvertita in tutta Italia con più amarezza e solidarietà al tempo stesso. “I migranti forzati presenti in tutto il mondo sono quasi 60 milioni e non c’è la possibilità di aiutarli tutti”, queste l’amara ammissione dell’Alto commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres. Il rapporto dell’agenzia Onu per i rifugiati (Unchr), intitolato “Il mondo in guerra”, ha riferito infatti di un forte aumento del numero di persone costrette a fuggire dalle loro case, pari a 59,5 milioni alla fine del 2014, contro i i 51,2 milioni del 2013, sottolineando come più della metà dei rifugiati a livello mondiale siano bambini.

Secondo l’Unhcr, inoltre, in tutto il mondo una persona ogni 122 è attualmente un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo. Questa condizione deriva dal fatto che negli ultimi 5 anni sono scoppiati o si sono riattivati almeno 15 conflitti in tutto il mondo. Secondo le stime la Siria è il Paese da cui ha origine il maggior numero sia di sfollati interni che di rifugiati, seguito da Afghanistan e Somalia. Sono poi le nazioni meno ricche a farsi maggiormente carico dei rifugiati. Nel suo messaggio, indirizzato ai rappresentanti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Italia e alle istituzioni, enti locali, aziende e cittadini che ne sostengono l’attività, Mattarella ha indicato nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle classi dirigenti la strada maestra per “combattere l’indifferenza per le indicibili sofferenze di quanti, in cerca di un futuro migliore, sono costretti ad abbandonare il proprio paese”.