Un’altra strage, di proporzioni immani, sarebbe avvenuta nei pressi dell’isola di Lampedusa. Da lunedì sarebbero quattro i gommoni carichi di immigrati andati a fondo e i superstiti salvati nella giornata di mercoledì avrebbero raccontato di oltre quattrocento persone partite dalla Libia. Questo significherebbe, in parole povere, che a mancare all’appello sarebbero in almeno trecentotrenta, così come ha dichiarato anche Flavio Di Giacomo, portavoce italiano dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

Immigrati morti a Lampedusa: il viaggio e il naufragio

Stando sempre a quanto riferito dai superstiti della tragedia al largo di Lampedusa, i quattro gommoni sarebbero partiti dalle coste del Nord Africa (molto probabilmente dalla Libia) nella giornata di sabato e sarebbero poi naufragati lunedì pomeriggio, tra le ore 15 e le ore 16, a causa delle cattive condizioni del mare. I superstiti sarebbero riusciti a rimanere in vita restando aggrappati ai tubolari dei gommoni, prima di essere soccorsi da un rimorchiatore italiano.

Immigrati morti a Lampedusa: i morti per ipotermia

Fra gli immigrati salvati, circa ventinove sono morti successivamente per ipotermia (assideramento) e per le gravi condizioni di salute in cui versano. Del quarto gommone di cui i superstiti hanno parlato, fra l’altro, al momento non si sa assolutamente nulla e sarebbero dunque tantissimi gli immigrati a mancare all’appello.