E’ quasi completo il lavoro di recupero dei corpi dal relitto affondato il 3 ottobre nei pressi di Lampedusa. In questi giorni i sommozzatori hanno ritrovato 288 cadaveri, 186 dei quali estratti dalle lamiere del barcone, che si trova a 50 metri di profondità. Si suppone che ne restino ancora intrappolati al massimo una decina. E’ probabile che il 9 ottobre si concludano le operazioni.

Lo stesso giorno in cui sono arrivati a Lampedusa i vertici dell’Ue. Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e il commissario agli Interni Cecila Malmstrom sono accompagnati dal premier italiano Enrico Letta e dal ministro dell’Interno Angelino Alfano. L’arrivo delle autorità sull’isola è stato accolto da alcune contestazioni, anche pesanti; striscioni e cartelli non esprimevano esattamente entusiasmo; si sono udite grida quali “Vergogna” e “Assassini”. Attualmente il centro di accoglienza di Lampedusa ospita circa 800 profughi, quando la capienza teorica sarebbe di 250.

Da un punto di vista dell’impegno europeo per assistere l’Italia nella delicata gestione dei flussi d’immigrazione dall’Africa, qualcosa sembra timidamente muoversi. La Malmstrom ha dichiarato che presto verrà creata una task force tra l’Italia e la Commissione europea per stabilire quanto serve al nostro Paese per fronteggiare gli arrivi. L’agenzia europea Frontex, creata proprio per vigilare sui confini dell’Unione, non ha una dotazione autonoma di mezzi; questi vengono forniti dai singoli governi. Quindi ogni aumento di tali risorse necessita del via libera da parte delle singole nazioni. E’ la maledizione di questa Unione europea nata zoppa.